Cercare lavoro nell'epoca della rivoluzione digitale

  • Dan Kempes
  • 3 minuti read
  • 19-Feb-2021
  • 19-Feb-2021

Ormai anche le pietre sanno che internet sta rivoluzionando le nostre vite e quindi anche – fra le varie altre cose - il mercato del lavoro: oggi il lavoro si trova navigando online. Sarebbe stato impensabile fino a 15-20 anni fa, una volta si consegnava il curriculum vitae porta a porta, o se ne stampavano più copie e si spedivano per posta, ora basta avere un computer e navigare: chiunque oggi sia alla ricerca delle migliori offerte, deve misurarsi con lo strumento internet.

Cercare lavoro nell'epoca della rivoluzione digitale

Come funziona la ricerca del lavoro su internet?
Il panorama è assai variopinto, ma si possono comunque identificare tre percorsi principali:


1. Call aperte nei siti aziendali; molte aziende pubblicano gli annunci di lavoro direttamente sui propri siti, nelle sezioni “Job”, “Lavora con noi” o “Careers”

 

2. Agenzie di Recruitment; altri si affidano ad aziende specializzate nel recruiting, capaci di raccogliere un ampio volume di annunci di lavoro e porsi come mediatori diretti tra la domanda e l’offerta.

 

3. Siti aggregatori di domanda/offerta; e poi ci sono (numero in forte crescita) aziende e manager che  preferiscono cercare il personale direttamente attraverso il web, sfruttando le piattaforme di aggregazione della domanda e offerta, perché questo consente di individuare molti più candidati in breve tempo, riducendo i costi per le risorse umane e al contempo ampliando le possibilità di scelta.


 
Quali sono ad oggi i principali modi per trovare offerte di lavoro o cercare competenze professionali specifiche? Ecco qualche dritta:

  • Motori di ricerca verticali (Jooble, Monster o infojobs);
  • Linkedin;
  • Gruppi Facebook;

 

  • Jooble è un motore gratuito per la ricerca di lavoro presente in oltre 71 nazioni e stabilmente nella “TOP3” dei migliori siti al mondo per cercare lavoro, con circa 300 milioni di utenti attivi l’anno. Una caratteristica distintiva è che su Jooble si trovano facilmente tante offerte di lavoro online, cosa non sempre scontata su questi aggregatori. È possibile filtrare la ricerca per diversi parametri quali: regione, provincia, città, data di pubblicazione dell’annuncio di lavoro, stipendio mensile, tipo di contatto (full-time, part-time). Un altro pro è la presenza di un quality team, che (almeno sulla carta) vigila sugli annunci truffa, quindi dovrebbe garantire un buon livello di sicurezza.

 

 


logo dan kempes

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  • Monster è il colosso statunitense per l'aggregazione di offerte di lavoro. Piattaforma estesa e worldwide, ha filtri e possibilità opzionali sconfinate (forse pure troppi!), ma fa della solidità di uso la sua arma principale. Anche qui l'approccio è globale, con la possibilità di selezionare aree geografiche e settori di indagine.

 

  • Infojobs è una piattaforma spagnola ed è fra i più vecchi aggregatori per data di fondazione, quindi dalla sua trova sicuramente una consolidata esperienza dei processi. Stando alla documentazione che pubblica, vanterebbe l'iscrizione di circa 100mila aziende “reali”.

 

  • Linkedin, strumento che ha bisogno di poche presentazioni, è andato assurgendo negli ultimi anni, anche nell'immaginario collettivo, a piazza digitale del lavoro per eccellenza. Personalmente confesso che non lo amo troppo, se possibile lo trovo più fazioso degli altri social, il che me lo rende a tratti insopportabile, ma al di là del mio sentire soggettivo, è chiaro che offre funzionalità uniche ed è in grado di aggregare moltitudini di utenti attivi e superprofilati. La profilazione è il suo punto di forza senza dubbio.

linkedin esempio

 

  • Gruppi Facebook; risorsa sottovalutata o persino misconosciuta dai più, Facebook negli ultimi 5-6 anni ha visto proliferare la nascita di enormi community professionali spontanee. Gli esempi sono i più vari (per dire: gruppi di stilisti, fotografi, attori, designer, sviluppatori, copywriter e analisti e molti altri). Entrare in questi gruppi significa avere accesso a un bacino di potenziali specialisti cui offrire lavoro e al tempo stesso a uno spazio dove cercarlo. Quanto siete bravi a usare (e capire) il social network?

gruppi facebook


Insomma il senso è muoversi, le direzioni sono numerose, diverse e mutevoli. La rivoluzione digitale è anche questo: smettere di pensare per compartimenti stagni, le opportunità galleggiano in rete, anche e soprattutto per il lavoro: sempre più professionisti caricano online le proprie competenze lavorative, sempre più aziende imparano o stanno imparando a reperirle.

 

Ammainare le vele, allargare gli orizzonti: chi non sta ripensando i propri processi (di ricerca e di offerta) in una prospettiva digitale sta solo rimandando.


dan kempes - daniele campese

Mi occupo di data driven strategy dal 1992, quando finalmente l'Europa divenne unita e tutti si misero a fare progetti digitali per superare i confini e le barriere. Sono un data driven specialist, il mio lavoro è portare traffico qualificato sui siti web. Ho un sesto senso per lo sviluppo dei contenuti, all'insegna della raffinatezza e dello charme. Vado a passeggio e qualche volta ballo il funk.


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